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Dall’altra parte della cura: come un incidente in montagna ha riordinato la mia vita professionale

La mia storia

Le persone mi sono sempre piaciute. Da ragazza ero una grande sognatrice, cercavo la compagnia, mi incuriosivano le relazioni e mi piaceva sentirmi parte di qualcosa. Non avevo particolari ambizioni professionali, ma ogni tanto mi lanciavo in qualche sfida, quasi facendo un salto nel buio.

Sono cresciuta in una famiglia unita, con valori semplici e forti: aiutarsi, non mollare, rimanere umili e avere attenzione per chi è più fragile. Anche lo sport, vissuto in famiglia e nelle società del paese, mi ha insegnato fin da subito il senso della comunità, l’impegno e il valore dello stare insieme.

Diventare infermiera fu soprattutto una scelta d’istinto. Mi attiravano la cura, la vicinanza umana e le relazioni. Dopo le prime esperienze di specializzazione in chirurgia viscerale al CHUV di Losanna, ho trascorso 15 anni nelle cure oncologiche. A stretto contatto con i pazienti e le loro famiglie, ho affinato l'empatia e l'ascolto, imparando che curare il corpo è soltanto una parte della cura. Il mio interesse si è così allargato alla prevenzione, alla mente, alle relazioni e a tutto ciò che contribuisce al benessere globale della persona.

A 26 anni sono diventata mamma dei gemelli Elia e Yannick: crescerli è stata l’esperienza che più mi ha fatta maturare come donna, insegnandomi l’arte dell’organizzazione, della responsabilità e della resilienza quotidiana.

Poi, la vita mi ha portata improvvisamente dall’altra parte.

Nel 2021, a seguito di un grave incidente in montagna, non ero più l’infermiera: ero la paziente.

Ho vissuto in prima persona gli interventi, il dolore persistente, l'incertezza, un lungo periodo di riabilitazione e due anni di complesse dinamiche per il reintegro professionale. È stato un momento di rottura, ma si è rivelato il vero punto di svolta per la mia carriera.

L’incidente non ha creato le mie competenze: le ha riunite e ha dato loro una nuova direzione. Passare attraverso la fragilità mi ha insegnato ad affrontare le difficoltà con determinazione e fiducia.

Unire i puntini: la salute come percorso condiviso

Da questo percorso nasce il mio modo di lavorare oggi come Care Manager e Consulente. Accompagno pazienti, famiglie e aziende nei momenti in cui il sistema appare frammentato e complesso.

Il mio lavoro non è "fare al posto di", ma fare ordine, coordinare le risorse e attivare ciò che c’è già: dignità, competenze e possibilità.

Il mio "perché"

Credo che la cura non sia la semplice risposta a un bisogno o l'erogazione di una prestazione, ma un percorso condiviso.

Oggi metto insieme oltre vent'anni di esperienza nella sanità ticinese, la conoscenza delle dinamiche cliniche e sociali del territorio, e un'autentica empatia maturata sulla mia pelle. Perché ciò che so offrire non nasce soltanto dai titoli o dalla formazione: io sono anche ciò che ho vissuto, le persone che ho incontrato e tutto ciò che ho attraversato.

Prendersi cura significa questo: esserci con competenza, con lealtà e con il coraggio di trasformare le sfide in opportunità.

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